Revisione impianto elettrico

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Prima di smontare completamente la moto per la riverniciatura voglio essere sicuro che l’impianto elettrico sia perfettamente funzionante, per cui decido di dargli un occhio.

La batteria della moto è completamente a terra nonostante che sia stata sostituita pochi anni fa. Per fortuna la moto è una seconda serie con accensione elettronica e quindi parte ugualmente. Metto la batteria sotto cairca con un caricabatterie elettronico superfighissimo ma nemmeno parte la ricarica, allora lo metto sotto carica con un vecchio Bosch che è capace di caricare anche un pezzo di legno, ma nulla, la batteria probabilmente ha gli elementi interni danneggiati e non prende assolutamente la carica.

Ma io voglio provare l’impianto elettrico per vedere se ci sono problemi; ci sono allcuni fili scoperti che mi piacciono poco e voglio vederci chiaro.

Prendo allora un vecchio alimentatore da PC ed attacco il + e – alla 5volt che teoricamente dà 20A. Accendo il quadro e provo le luci di posizione: funzionano! Anabbaglianti: ok, abbaglianti: ok! Stop anteriore e posteriore: ok, claxon: ok!

Smonto il faro anteriore per vedere come è messo dentro e stranamente tutto è a posto, bello ordinato e nessun filo arrostito causa cortocircuito.

   

Lo schema elettrico di riferimento è questo:

Dove:

1) Generatore; 2) Pick-up; 3) Regolatore elettrico; 4 )Batteria 6 v – 12 Ah; 5) Trasduttore; 6) Candela accensione; 7) Luce posizione posteriore, targa e stop 6V 5/20W;8) Interruttore stop; 9) Avvisatore acustico; 10) Interruttore chiave; 11) Commutatore luci; 12) Spia bianca controllo chiave inserita; 13) Spia rossa luce abbagliante; 14) Lampada faro 6V-25W; 15) Lampada luce posizione 6V-3W; 16) Fusibile 15 Amp avvisatore acustico e stop (F1); 17) Fusibile 15 Amp lampada faro; 18) Fusibile 15 Amp luci di posizione; 19) Deviatore luci e interruttore avvisatore acustico; 20) Lampada per contagiri; 21) Lampada per contachilometri;

Per i nostalgici dell’impianto elettrico a puntine questo è lo schema ripreso dal manuale uso e manutenzione americano del 1968; è il solito schema che Clarke ha “astutamente” ( 😉 ) messo nel suo libro in bianco e nero con il risultato che non ci si capisce una cippa.

Sembra che funzioni tutto, rimane da capire che cosa sono i fili scoperti e che caspita è il devioluci in più che è sul manubrio, ossia questo:

I fili del devioluci in più (quello per intendersi più vicino alla manopola) vanno dentro il faro anteriore ed un paio di fili si vanno a connettere ad un barilotto non meglio identificato; mi segno il codice e verifico su google e scopro che è un “Blinker” ossia il relè che viene utilizzato per far lampeggiare le frecce. Ecco svelato il mistero: il devioluci non era altro che il comando per le frecce, chissà perchè lo avevano montato, bhà…sbarbo e getto tutto nel cestino dell’immondizia.

Mi rimane da capire come mai abbiano previsto fusibili da 15A per il claxon, 15A per il faro ed altrettanto per le luci posteriori; al di là del fatto che sulla moto ne ho tre da 20A sono convinto che metterne da 8A sia più che sufficiente. Appena capito da un elettrauto li acquisto.

Bon, l’mpianto elettrico sembra che funzioni. Tra pochi giorni c’è la mostra scambio di Imola e sarà presente lo stand degli Amici dello Scrambler dove acquisterò una batteria nuova da 6V (12Ah).

By | 2017-06-10T20:51:27+00:00 settembre 11th, 2011|Restauro Ducati Scrambler 250 (by Luke)|0 Comments

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